Il signore e la signora Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di poter affermare che erano perfettamente normali, e grazie tante. Erano le ultime persone al mondo da cui aspettarsi che avessero a che fare con cose strane o misteriose, perché sciocchezze del genere proprio non le approvavano.
Il signor Dursley era direttore di una ditta di nome Grunnings, che fabbricava trapani. Era un uomo corpulento, nerboruto, quasi senza collo e con un grosso paio di baffi. La signora Dursley era magra, bionda e con un collo quasi due volte più lungo del normale, il che le tornava assai utile, dato che passava gran parte dei tempo ad allungarlo oltre la siepe del giardino per spiare i vicini. I Dursley avevano un figlioletto di nome Dudley e secondo loro non esisteva al mondo un bambino più bello.
Possedevano tutto quel che si poteva desiderare, ma avevano anche un segreto, e il loro più grande timore era che qualcuno potesse scoprirlo. Non credevano che avrebbero potuto sopportare che qualcuno venisse a sapere dei Potter. La signora Potter era la sorella della signora Dursley, ma non si vedevano da anni. Anzi, la signora Dursley faceva addirittura finta di non avere sorelle, perché la signora Potter e quel buono a nulla del marito non avrebbero potuto essere più diversi da loro di così. I Dursley rabbrividivano al solo pensiero di quel che avrebbero detto i vicini se i Potter si fossero fatti vedere nei paraggi. Sapevano che i Potter avevano anche loro un figlio piccolo, ma non lo avevano mai visto. E il ragazzino era un'altra buona ragione per tenere i Potter a distanza: non volevano che Dudley frequentasse un bambino di quel genere.
Quando i coniugi Dursley si svegliarono, la mattina di quel martedì grigio e coperto in cui inizia la nostra storia, nel cielo nuvoloso nulla faceva presagire le cose strane e misteriose che di lì a poco sarebbero accadute in tutto il paese. Il signor Dursley scelse canticchiando la cravatta da giorno più anonima del suo guardaroba, e la signora Dursley continuò a chiacchierare ininterrottamente mentre con grande sforzo costringeva sul seggiolone Dudley che urlava a squarciagola. Harry Potter e la camera dei segreti
Non era la prima volta che scoppiava un litigio durante la colazione, al numero 4 di Privet Drive. Il signor Vernon Dursley era stato svegliato all'alba da un fischio acutissimo proveniente dalla camera di suo nipote Harry. «Tre volte in una settimana! » tuonò dall'altra parte del tavolo. «Se non riesci a tenere a bada quella civetta, dovrà andarsene! »
Ancora una volta, Harry provò a spiegare. «Si annoia» disse. «Edvige è abituata a volare all'aperto. Se solo potessi lasciarla libera di notte... »
«Ma mi hai preso per scemo?» ringhiò zio Vernon con un pezzetto di uovo fritto impigliato nei baffoni. «So bene cosa succederebbe a lasciar libero quell'animale ».
E scambiò un' occhiata cupa con la moglie Petunia. Harry tentò di replicare, ma le sue parole furono sommerse da un rutto lungo e sonoro di suo cugino Dudley.
« Voglio ancora bacon». «Ce n'è tanto nella padella, tesoruccio» disse zia Petunia, posando uno sguardo tenero sul suo grasso figliolo. «Devi mangiare, finché sei a casa... La mensa di quella scuola non mi convince affatto...»
«Sciocchezze, Petunia. lo non ho mai avuto fame, quando ero a Snobkin» disse zio Vernon accalorandosi. «Dudley mangia abbastanza; non è vero, figliolo?»
Dudley, così grasso che il sederone gli debordava da entrambi i lati della sedia, si voltò con un ghigno verso Harry.
«Passami la padella ».
«Hai dimenticato la parola magica» lo rimbeccò Harry.
Quelle parole ebbero un effetto incredibile sul resto della famiglia: Dudley boccheggiò e cadde dalla sedia con un tonfo che fece tremare tutta la cucina; la signora Dursley lanciò un gridolino e si mise le mani sulla bocca; il signor Dursley balzò in piedi con le vene delle tempie che gli pulsavano.
«Intendevo ‘per favore’! » rispose Harry precipitosamente. «Non volevo dire... »
«COSA TI AVEVO DETTO? » tuonò suo zio spruzzando saliva su tutta la tavola. «IN QUESTA CASALA PAROLA M... NON LA VOGLIO SENTIRE ! »
«Ma io... »
«E COME OSI MINACCIARE DUDLEY! » ruggì zio Vernon nello stesso tono, battendo il pugno sul tavolo.
«Io volevo solo... »
«TI HO AVVERTITO! NON TOLLERO CHE SI NOMINILA TUA ANORMALITA ’ SOTTO QUESTO TETTO! »
Credi che le persone scomparse che abbiamo amato ci lascino mai del tutto?
Non credi che le ricordiamo più chiaramente che mai nei momenti di grande difficoltà?
Tuo padre è vivo in te, Harry, e si mostra sopratutto quando hai bisogno di lui.
Ramoso è tornato a correre la notte scorsa.
Ancora una volta, Harry provò a spiegare. «Si annoia» disse. «Edvige è abituata a volare all'aperto. Se solo potessi lasciarla libera di notte... »
«Ma mi hai preso per scemo?» ringhiò zio Vernon con un pezzetto di uovo fritto impigliato nei baffoni. «So bene cosa succederebbe a lasciar libero quell'animale ».
E scambiò un' occhiata cupa con la moglie Petunia. Harry tentò di replicare, ma le sue parole furono sommerse da un rutto lungo e sonoro di suo cugino Dudley.
« Voglio ancora bacon». «Ce n'è tanto nella padella, tesoruccio» disse zia Petunia, posando uno sguardo tenero sul suo grasso figliolo. «Devi mangiare, finché sei a casa... La mensa di quella scuola non mi convince affatto...»
«Sciocchezze, Petunia. lo non ho mai avuto fame, quando ero a Snobkin» disse zio Vernon accalorandosi. «Dudley mangia abbastanza; non è vero, figliolo?»
Dudley, così grasso che il sederone gli debordava da entrambi i lati della sedia, si voltò con un ghigno verso Harry.
«Passami la padella ».
«Hai dimenticato la parola magica» lo rimbeccò Harry.
Quelle parole ebbero un effetto incredibile sul resto della famiglia: Dudley boccheggiò e cadde dalla sedia con un tonfo che fece tremare tutta la cucina; la signora Dursley lanciò un gridolino e si mise le mani sulla bocca; il signor Dursley balzò in piedi con le vene delle tempie che gli pulsavano.
«Intendevo ‘per favore’! » rispose Harry precipitosamente. «Non volevo dire... »
«COSA TI AVEVO DETTO? » tuonò suo zio spruzzando saliva su tutta la tavola. «IN QUESTA CASA
«Ma io... »
«E COME OSI MINACCIARE DUDLEY! » ruggì zio Vernon nello stesso tono, battendo il pugno sul tavolo.
«Io volevo solo... »
«TI HO AVVERTITO! NON TOLLERO CHE SI NOMINI
Harry Potter e il prigioniero di azcaban(frasi)
- Harry: Signore, c'è il Quidditch domani...
- Professor Piton: Allora ti suggerisco di fare particolare attenzione, signor Potter: la perdita di un arto non varrà come scusa
- Professor Piton: Allora ti suggerisco di fare particolare attenzione, signor Potter: la perdita di un arto non varrà come scusa
Sai, neanche tuo padre ha mai seguito molto le regole, ma lui e tua madre hanno dato la loro vita per salvare la tua e sperperare il loro sacrificio andando in giro per il castello, non protetto e con un assassino in libertà, mi sembra un modo vergognoso di ripagarli
I dessennatori sono creature malvagie, non faranno distinzione fra colui a cui danno la caccia e chi si trova sul loro cammino, pertanto devo avvertire tutti, intendo ognuno di voi, di non dar loro alcun motivo per farvi del male.
Credi che le persone scomparse che abbiamo amato ci lascino mai del tutto?Non credi che le ricordiamo più chiaramente che mai nei momenti di grande difficoltà?
Tuo padre è vivo in te, Harry, e si mostra sopratutto quando hai bisogno di lui.
Ramoso è tornato a correre la notte scorsa.
- Hermione: Ascolta, Harry, hanno catturato Sirius. Da un momento all'altro i dissennatori useranno il bacio.
- Harry: Vuoi dire che lo uccideranno?...
- Hermione: No, di peggio... Molto peggio. Gli succhieranno via l'anima.
- Harry: Vuoi dire che lo uccideranno?...
- Hermione: No, di peggio... Molto peggio. Gli succhieranno via l'anima.


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